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Ernesto Rafael Guevara

Figlio della piccola borghesia agiata, Ernesto "Che" Guevara de la Serna, (il nomignolo "Che" gli venne affibbiato per la sua abitudine a pronunciare questa breve parola, una specie di "cioè", in mezzo ad ogni discorso), nasce il 14 giugno 1928 in Argentina.
Studia con l'aiuto della madre, che avrà un ruolo determinante nella sua formazione umana e politica. A partire dal 1944 le condizioni economiche della famiglia peggiorano, ed Ernesto comincia a lavorare più o meno saltuariamente. Legge moltissimo, senza impegnarsi troppo nello studio scolastico, che lo interessa solo in parte. Si iscrive alla facoltà di Medicina nel 1945.
Con l'amico Alberto Granados, nel 1951, parte per il suo primo viaggio in moto in America Latina. Visitano il Cile, il Perù, la Colombia e il Venezuela.
Il 17 giugno, al momento dell'invasione del Guatemala da parte delle forze mercenarie, Guevara tenta di organizzare una resistenza popolare, ma nessuno gli dà ascolto. Il 9 luglio 1955, Che Guevara incontra una figura decisiva per il suo futuro, Fidel Castro. Fra i due scatta subito una forte intesa politica e umana, tanto che si parla di un loro colloquio durato tutta la notte senza alcun dissenso.
All'alba, Fidel propone ad Ernesto di prendere parte alla spedizione per liberare Cuba dal "tiranno" Fulgencio Batista.
Ormai esuli politici, partecipano entrambi allo sbarco a Cuba nel novembre 1956. Fiero guerriero dall'animo indomito, il Che si rivela abile stratega e combattente impeccabile. A fianco di una personalità forte come quella di Castro ne assume le direttive teoriche più importanti, assumendo l'incarico della ricostruzione economica di Cuba in qualità di direttore del Banco Nacional e di ministro dell'Industria (1959).
Non completamente soddisfatto dei risultati della rivoluzione cubana, però, avverso ad una burocrazia che si andava sclerotizzando malgrado le riforme rivoluzionarie, irrequieto per natura, abbandona Cuba e si avvicina al mondo afro-asiatico, recandosi nel 1964 ad Algeri, in altri paesi africani, in Asia e a Pechino.
Nel 1967, coerente con i suoi ideali, riparte per un'altra rivoluzione, quella boliviana, dove, in quell'impossibile terreno, viene tratto in agguato e ucciso dalle forze governative.
Diventato in seguito un vero e proprio mito, un martire dei "giusti ideali", Guevara ha indubbiamente rappresentato, al di là dei suoi ideali politici , un simbolo dell'impegno rivoluzionario, talvolta svilito a semplice gadget o icona da stampare sulle magliette.





On November 16 2007 5 Views



Avatar mistalovers

Mistalovers On 03/02/2008

Hasta siempre comandate


Avatar po11y

Po11y On 16/11/2007

un uomo, una leggenda...


Avatar elroito

Elroito On 16/11/2007

alberto granado l'ho sentito ad una "conferenza" in italia.
mi dava l'impressione di uno che ne ha piene le palle di parlare di un mito dai giusti ideali.
mi dava l'impressione di uno che voleva parlare di un amico morto e basta.




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