Ecco perchè amo le foto...
10/27/09
Col senno di poi mi viene da sorridere
Col senno di poi credo ce non leggerò mai una favola ai miei figli
Col senno di poi credo che crescere con le favole sia quanto di più sbagliato ci sia stato nella mia vita che di fiabesco ha davvero poco se non nulla...infondo a me non è mai piaciuto nemmeno il principe azzurro..troppo perfetto per stare al mio fianco...troppo nella norma..
ma..col senno di poi è un modo stupido inutile e infantile per iniziare un periodo e per guardare la propria vita...
Tre anni fa andai a letto più o meno a quest'ora...
avevo una vita...
qualche ora dopo mi svegliai..
e morì!
Erano su per giù le quattro del mattino quando la mamma si alzò, aveva la respirazione accelerata, la voce bassa, camminava con un passo più leggero di quanto fosse mai stato. Sarah spalanca gli occhi e segue ogni movimento della madre, era terrorizzata, erano anni che ad uno ad uno perdeva tutte le persone per lei più importanti, e quindici giorni prima aveva perso un cugino, un grande uomo forse stanco della lotta continua contro la sua malattia. La sente strana, non riconosce il suo passo, non riconosce la sua voce, e si spaventa ancora di più, c'era uno strano legame tra lei e la mamma, e mai come quella notte capì che doveva aver paura. Forza la voce, che di notte quasi la abbandona, e quasi implora.
- Mamma che c'è?Cos'hai? -
- Niente Dora dormi, solo un po' di asma -
- No papà per favore, non fatemi preoccupare, andiamo in ospedale per favore -
- Smettila mettiti a dormire e non rompere le scatole è solo un po' d'asma sto bene -
Chiude gli occhi, copre la testa con il cuscino e si canta la ninna nanna, se la canta da sola, se la canta perchè ha paura, se la canta perchè ne ha bisogno. E quando il sonno la prende, quando la realtà piano piano si allontana, lo vede, è suo cugino, il suo bel cugino, quello che non ha avuto nemmeno il tempo di salutare, non sta guardando verso di lei, nessuno lì guarda verso di lei, nemmeno il cane con cui è cresciuta, nemmeno la zia sul cui seno ha trascorso la prima notte di vita, nemmeno la sua cara e dolce dottoressa, nessuno, tutto guardano con occhi traballanti angoscia dolore e stupore verso un punto lontano, luminoso come il sole, forse di più, lei non riusciva nemmeno a girarsi verso quel lato. Errico, suo cugino, si alza, va verso quel punto, e con quella voce che a lei tante volte aveva fatto venire una cosa nello stomaco per i sensi di colpa, e con sguardo rimproverante parla.
- Stronza proprio qua mi dovevi venire a trovare -
Non lo capiva, quel sogno proprio non lo capiva. Poi in breve tempo la consapevolezza, la mamma se n'era andata, si era arresa, arresa perchè stanca, distrutta, tradita dalla vita e dalla speranza, tradita dalle sue stesse parole, quelle che era brava a donare a tutti meno che a se stessa, lei, lei che l'aveva cresciuta trasmettendole il valore della vita aldilà di ogni cosa, lei che le aveva insegnato a non arrendersi mai, qualsiasi cosa accada.
E con la consapevolezza giunge il risveglio, il padre urla, è confuso, non sa cosa fare, e lei invece non riesce a perdere la calma, si sente disumana, corre in cucina prende il telefono, chiama l'ambulanza, ma in fondo sa che tutto quello è inutile, la mamma è già nel regno dei cieli, in compagnia degli affetti che andando via le avevano tolto un pezzo di vita alla volta fino a farla arrendere davvero. Non ha il coraggio di guardare il padre in faccia, non ha il coraggio perchè sulla sua faccia al di là del dolore non c'è niente altro, non ha il coraggio perchè lei quel dolore non riesce a capirlo, perchè lei in quel sogno lo ha già vissuto, perchè lei lo aveva già provato, lei quella notte l'aveva già capita. Stringe i denti e scende, corre, l'ambulanza arriverà all'incrocio, non sa quanto tempo sia passato da quando ha aperto la porta e lasciato la casa, ora è abbracciata a quel semaforo, e urla, piange, si dispera, tira a pugni nel ferro, non prova dolore, e lo sfida, sfida Dio e il suo buon nome, lo minaccia, lo avvisa, glielo urla.
-Perchè lo fai? E tu dovresti chiamarti Dio? Tu dovresti conoscere l'amore, la misericordia e la giustizia? E dov'è finita la tua giustizia divina? Dove? Perchè darmi la consapevolezza prima che accade se poi non mi dai la possibilità di salvarla? Perchè ti diverti nel vedermi impazzire? Ma sappi, sappi che se oggi mia madre saluta questa vita, io saluterò te per sempre, e tu avrai la tua nemica più grande, dimostrerò al mondo che un Dio non esiste, o che se esiste, è un Dio troppo bastardo per credere in lui -
E mentre urla fino a perdere la voce, le macchine davanti a lei sfrecciano, ormai sono quasi le sei del mattino, l'ambulanza arriva, le indica la strada e le corre dietro.
Risale le scale di casa, corre, corre, corre, quel giorno non si fermerà mai, perchè se si fosse fermata sarebbe impazzita, e quindi corse.
fa male svegliarsi donna quando ti sei addormentata bambina...
e capire che non avrai più l'innocenza di prim
Mi hai fatto venire i brividi. Un abbraccio