6/23/09
Quando nasce un figlio, ogni famiglia inizia a mangiare noci. Per quindici anni mangia soltanto noci. Al termine dei quindici anni rompe il guscio dell'ultima noce e getta la polpa in strada, fuori dal balcone. Ecco perchè i gherigli mi cadono addosso mentre cammino vicino alle finestre.
Un gheriglio non sapevo neanche cosa fosse, fino a due anni fa. Ora so che sembra un cervello. Ha i due emisferi e di mezzo ha il corpo calloso. Ero pieno di riguardi quando l'ho scoperto, credevo che fraintenderlo sarebbe stata una cosa grave. Ma i gherigli sono fatti apposta per essere fraintesi. Per essere ignorati sono un'opportunità troppo ghiotta.
Dietro ogni gheriglio ci sono quindici anni di famiglia e di noci. E anche un ombelico riempito di miele, febbre alta come una bolla, vetri di gocce, addobbi. Ora è tutto da riprovare. Ho bussato a una porta al sesto piano di una casa e i dettagli me li ricordo tutti. Scale, serratura, cardini, maniglia, gheriglio. Anche quando ero dentro, e camminavo tra le stanze con la felpa sotto i piedi, mi ricordo. Quello che non ricordo bene di quando mi hanno aperto è come era stato passare la soglia e trovare i lampadari sopra gli occhi. Sentirsi dentro.