latuaimpressioneèsolounpuntodivista
9/19/09
estate
sicilia, roma, abruzzo, balcani
acque trasparenti di ogni colore, nonni con la coppola seduti sulle panchine all'ombra delle chiese in piazze assolate
smitragliate su ogni palazzo, minareti accanto ai campanili, viale dei cecchini, donne col velo abbracciare donne senza il velo
il blu delle tendopoli, ovunque cartelli con scritto dei "siamo aperti!" che suonano tanto come dei "siamo vivi!"
famiglie di mecenati dell'arancino che aprono le loro case e le loro cucine a noi amici degli amici
barbieri fermi agli anni 50
interni che sembrano usciti da una puntata del commissario montalbano
campi minati
città trasformate in set turistico/cinematografici nella perfezione del loro marmo bianco veneziano
nonni che affittano le stanze e che ti vendono il loro olio e il loro vino domace, fatto in casa
strade
a strapiombo sul mare
a strapiombo sulle montagne
bandiere
scritte cancellate perchè scritte nella lingua sbagliata
frontiere
"chi è tito?"
"uno che ha vinto lui, e quando è morto hanno perso un po' tutti quanti"
l'orda dei vacanzieri, o vacanziferi, cheiomidevodivertireadognicosto
il mio cuginetto nuovo, mattia, che non mi guarda, e nasconde la testa sotto il cuscino perchè "io sono timido perchè lei è troppo bella"
uomini d'altri tempi
e uomini di questi tempi, che io striscio la carta, del resto che mi frega
ospedali dimenticati da dio, in città dimenticate da halla, budda e compagnia
ragazze dalle gambe infinite e dai seni perfetti
quel furgone giallo fuori dalla finestra
specchi d'acqua immobili sotto montagne in movimento, verso il basso, verso di me
l'italia intera, sulla salerno reggio calabria
le figure dei miei libri di storia dell'architettura 1, a taormina
un numero eccessivo di foto che non avremo il tempo di guardare
in tasca rumore di kune, euro, marchi konvertibili