10/1/07
7.
"L'uomo non vale per il lavoro utile che fornisce ma per la forza
contagiosa di cui dispone per trascinare gli altri in una libera
dissipazione della loro energia, della loro gioia e della loro vita: un
essere umano non é solo uno stomaco da riempire, ma un troppo pieno di
energie da prodigare".
G. Bataille, INTRODUCTION A ACEPHALE N.1
Sappiamo per esperienza che nella vita professionale - e dunque nella
vita in generale - niente si paga e colui che vince é sempre chi dà di
più e sa meglio godere. Organizzare la circolazione di altre forme di
piacere significa alimentare un potere nemico a ogni logica di
oppressione. D'altra parte é vero che per non prendere il potere
occorre già averne parecchio.
Opporre alle variabili del potere un altro registro del gioco non
equivale a condannarsi a non essere presi sul serio, ma a farsi
portatori di un'altra economia dello spreco e della riconoscenza. Il
margine di godimento esistente all'interno dei giochi di potere si
alimenta con sacrifici e umiliazioni reciprocamente scambiati; il
piacere di comandare é un piacere che si paga e in ciò il modello del
dominio biopolitico é perfettamente compatibile con tutte le religioni
che fustigano la carne, con l'etica del lavoro e il sistema
penitenziario, proprio come la logica della merce e dell'edonismo lo é
con l'assenza di desiderio, di cui essa é palliativo.
A dire il vero, la comunità terribile non riesce mai ad arginare la
potenza di divenire inerente a ogni forma-di-vita ed é questo che
permette di scardinare i rapporti di forza interni, di interrogare il
potere fin nelle sue forme post-autoritarie.